«La Flotilla non è partita per i viveri Erano pochi, utili solo a pulirsi il c…» Articolo di Angela Camuso su La Verità

14/10/2025 Quotidiano LA VERITA’ Pagina 2

«La Flotilla non è partita per i viveri Erano pochi, utili solo a pulirsi il c…» Rivelazione choc del camallo Nivoi: «Azione politica ma non tutti a bordo lo sapevano»
di ANGELA CAMUSO

Viva la sincerità. Uno dei reduci della rediviva Armata Brancaleone, alias Global Sumud Flotilla, confessa pubblicamente – e con toni scurrili che la traversata fino a Gaza non era una missione umanitaria finalizzata a portare viveri ai palestinesi, bensì un’operazione politica con fini bellicosi, volta a provocare la reazione di Israele. La gola profonda – e sguaiata – è il portuale José Nivoi, del Collettivo autonomo lavoratori portuali di Genova, che mentre racconta le vicissitudini della Flotilla davanti a una platea adorante di studenti, a una conferenza organizzata alla facoltà di scienze politiche della Sapienza, dice testualmente: «Nella tratta di mare abbiamo dovuto affrontare una serie di difficoltà come riparazione di barche e sostituzione di equipaggio, in qualche maniera alcuni non avevano ben capito quale fosse l’operazione politica messa in piedi e cioè rompere l’assedio, ma pensavano di fare unicamente la consegna di beni di prima necessità, cioè un pacco di pasta. Per le poche tonnellate che avevamo e per quanta popolazione c’è a Gaza, scusate il francesismo, ci si puliscono letteralmente il c…». Ma davvero? Poveri ingenui quei marinai che invece pensavano di portare aiuti a Gaza! Povera ingenua Elisa, che si è messa pure a piangere a favore di telecamere perché Israele, bloccando la Flotilla, aveva privato, secondo la cantante, i bambini affamati di un boccone per la sopravvivenza! Niente di più falso e ce lo dice proprio un membro della spedizione, a cui si è aggregata gente che voleva fare l’eroe in diretta tv, salvo poi piagnucolare quando il gioco si è fatto duro e ha dovuto farsi salvare dall’odiato governo Meloni. Nivoi dice pure che è stata «un’esperienza bellissima che rifarebbe mille volte», ma è difficile credergli, visto che racconta di celle che puzzavano di porcile, dove si beveva l’acqua del water e si dormiva ammassati come polli e che ogni volta che si chiedeva qualcosa a un poliziotto ci si trovava con un fucile a pompa in bocca. Inutile chiedergli come mai non sia rimasto in galera, coerentemente alla solidarietà professata con la resistenza palestinese e il disprezzo sbandierato per il nostro governo «fascista», da cui ha però accettato di farsi salvare. Nivoi sembra non rendersi conto di quello che sta dicendo al microfono durante la conferenza. Non si aspetta che ci siamo ad ascoltarlo (e a registrarlo), noi della Verità. Infatti il portuale continua, a ruota libera. Ad esempio, dopo aver descritto i trattamenti disumani a cui sono stati sottoposti dopo l’arresto in Israele, con l’accusa di essere dei terroristi, ironizza insieme allo studente che fa da moderatore sul fatto che poi, qui in Italia, ci si lamenta per qualche vetrina rotta dai manifestanti. Applausi nell’aula, ma non è tutto. Nivoi racconta, ribadendo che lo scopo della Flotilla era «rompere l’assedio a Gaza» (sic!) che alcuni suoi compagni di viaggio erano «matti in c…», ma « meno male che c’erano» e che molti degli imbarcati, dopo i primi attacchi «si stavano «cag… addosso» e che loro si erano già organizzati preventivamente con una squadra di avvocati pronti a intervenire «nel momento in cui saremmo stati arrestati». Avvocati che invece «non si sono mai presentati». Poi dice: «A un certo momento abbiamo avuto questo incontro collettivo dentro una sorta di pollaio, sotto il sole del deserto e si è presentata una rappresentante del governo italiano che ci ha domandato sostanzialmente di cosa avevamo bisogno. Ci siamo chiesti: “Che c… vieni a chiederci di cosa abbiamo bisogno! Non ti viene neanche la preoccupazione di portarci acqua e sigarette!”». La cannabis no, Nivoi? Com’è finita lo sappiamo tutti, ma anche su questo il portuale è un esempio di sincerità: «Viste le condizioni che stavamo vivendo in quel momento abbiamo detto: “Ok firmiamo tutti il foglio di espatrio e torniamo a casa. E sti c…, no?». Sti c… l’Armata Brancaleone che voleva rompere l’assedio su Gaza così è tornata a casa. ® RIPRODUZIONE RISERVATA.